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IDROELETTRICO

Sfruttare il dislivello dei corsi d'acqua per alimentare turbine in grado di produrre energia: è questo il principio alla base dell'idroelettrico, una tecnologia assai efficace e molto "green" che fin dall'inizio del secolo scorso ha accompagnato lo sviluppo del nostro Paese.
Se ai più è noto il ricorso all'energia idraulica prodotta attraverso l'ausilio di enormi dighe, forse è meno conosciuta la sua applicazione su scala ridotta, in grado di sfruttare corsi e salti dalla portata d'acqua più contenuta.
Stiamo parlando dunque del microidroelettrico che comprende impianti di potenza inferiore ai 100 kW. Nella stessa categoria si può inserire l'ancora più ridotto Pico idroelettrico, che comprende impianti di potenza inferiore a 5 kW, con utilizzi di salti di pochi metri d'acqua e con un minimo di 0,5 litri d'acqua al secondo.
Come funziona
L'energia posseduta dalla corrente di un corso d'acqua aziona infatti una turbina idraulica in grado di trasformare l'energia potenziale o cinetica in energia meccanica, la quale consente di alimentare un alternatore che la trasforma in energia elettrica. Per gli impianti di dimensioni molto ridotte (2-3kW), la turbina, che è il componente principale dell'impianto, può alloggiare direttamente nel corso d'acqua, mentre per gli impianti di dimensioni più grosse si utilizzano apposite opere civili che prelevano parte dell'acqua dalla corrente del corso, che viene poi restituita in un punto più a valle, dopo aver attraversato la turbina. Questo tipo di tecnologia comporta numerosi vantaggi per chi lo realizza. Anzitutto non prevede investimenti cospicui consentendo anche un veloce ritorno dall'investimento, inoltre gode dei benefici derivanti degli incentivi previsti per la produzione da fonti rinnovabili.
Da cosa è composto un impianto idroettrico:


  • Opere di captazione permettono di raccogliere le acque necessarie all’alimentazione dell’impianto.
  • Opere di presa: immettono le acque nel condotto derivatore e ne regolano la portata,mediante organi di chiusura e di regolazione; possono comprendere anche dispositivi di sghiaiamento e di dissabbiamento (impianti ad acqua fluente).
  • Condotte forzate: portano l’acqua in pressione dal fondo della vasca di carico o del pozzo piezometrico alle turbine poste in centrale.
  • Turbina, alternatore, trasformatore e altre apparecchiature necessarie alla trasformazione dell’energia idraulica in energia elettrica.
  • Opere di restituzione (o di scarico): convogliano le acque dall’uscita delle turbine all’alveo del fiume oppure alle opere di presa del salto successivo.

Condizioni necessarie per la creazione di un impianto idroelettrico:
Si deve verificare la presenza di un salto d'acqua sufficiente (con dislivelli anche di pochi metri) e il corso d'acqua deve avere una portata qualsiasi (anche solo 0,5 litri al secondo), purché abbastanza costante e non eccessivamente condizionata da stagionalità (secche estive). Avendo questo si può anche decidere quale macchina/tecnologia scegliere.
Il salto e la portata sono i criteri principali per il dimensionamento dell'impianto, cioè per la scelta della potenza della turbina, che deve tenere conto anche dell'utilizzo che si intende fare dell'elettricità prodotta (autoconsumo o vendita alla rete). 
Come ogni centrale idroelettrica, la realizzazione di un piccolo idroelettrico richiede naturalmente un opportuno studio di fattibilità. Uno dei dati più rilevanti è la curva di durata del flusso d'acqua che è una rappresentazione grafica tra la quantità di acqua disponibile e il numero di ore in un anno che quella portata è disponibile.
Agevolazioni
Secondo quanto previsto dal Dm 6 luglio 2012, l'elettricità prodotta da impianti idroelettrici fino a 1 MW, entrati in esercizio in data successiva al 1° gennaio 2013, ha diritto a beneficiare del meccanismo incentivante della Tariffa onnicomprensiva o in alternativa al servizio di Scambio sul posto (fino a una potenza massima di 200 kW).

  • Lo Scambio sul posto

I micro impianti idroelettrici fino a 200 kW di potenza possono, in alternativa alla Tariffa onnicomprensiva, richiedere il servizio di scambio sul posto.
“Il servizio di Scambio sul posto”, secondo la definizione dell’AEEG, “consiste nel realizzare una particolare forma di autoconsumo in sito, consentendo che l'energia elettrica prodotta e immessa in rete possa essere prelevata e consumata in un momento differente da quello nel quale avviene la produzione ".
L’energia idroelettrica è considerata dal decreto Bersani fonte di energia rinnovabile (D.LGS. n. 79 del 16/03/99).

La tipologia di incentivo è discriminata dalla potenza dell’impianto installato:

  • Impianti con potenza inferiore a 20 kW: sono impianti che non hanno diritto alla vendita perché non sono considerati Officine Elettriche; tutta l’energia elettrica prodotta deve essere autoconsumata, in base al meccanismo dello scambio sul posto.

Per questa tipologia di impianto non esiste imposizione fiscale (ai sensi della L. 133/99), e non è necessaria la denuncia all’ U.T.F. (ufficio tecnico della finanza. L’unico obbligo consiste nel sottoporre al giudizio delle Regione il progetto, che delibererà se richiedere o meno le procedure di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) 152/2006 ARTICOLO 23

  • Impianti con potenza superiore a 20 kW e inferiori a 100 kW: sono impianti considerati officine meccaniche, necessitano di denuncia all’ U.T.F. (ufficio tecnico della finanza) e sono soggette a imposizione fiscali. Hanno la facoltà di autoconsumare l’energia prodotta, tutta o in parte, ma anche di venderne le eccedenze
 

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